Mancano pochi giorni alla scadenza del 29 maggio 2026 per il recepimento della Direttiva europea EPBD IV, conosciuta come Direttiva “Case Green”, uno dei passaggi più delicati per il futuro dell’edilizia e dell’efficienza energetica in Italia.

In questo scenario, ANGAISA — Associazione nazionale dei distributori idrotermosanitari aderente a Confcommercio e Federcostruzioni — richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di adottare un approccio realistico e tecnicamente sostenibile, capace di tenere conto delle specificità del patrimonio immobiliare italiano e delle esigenze della filiera industriale.

Una transizione energetica da costruire senza approcci ideologici

Secondo ANGAISA, il percorso verso la decarbonizzazione degli edifici deve essere affrontato con gradualità, evitando accelerazioni normative che potrebbero avere effetti negativi su imprese, famiglie e mercato.

“La transizione energetica degli edifici non può essere affrontata con logiche ideologiche”, ha dichiarato Maurizio Lo Re, sottolineando la necessità di costruire un percorso “credibile e realmente sostenibile” dal punto di vista economico, tecnico e professionale.

Il tema centrale riguarda l’equilibrio tra obiettivi ambientali europei e sostenibilità concreta degli interventi richiesti al settore edilizio italiano, caratterizzato da un patrimonio immobiliare ampio, eterogeneo e spesso datato.

Il ruolo strategico della filiera italiana del gas ad alta efficienza

Uno dei punti evidenziati dall’associazione riguarda il futuro dei sistemi a gas ad alta efficienza, settore nel quale l’industria italiana rappresenta ancora oggi un’eccellenza manifatturiera europea.

Per ANGAISA, la transizione energetica dovrebbe prevedere il mantenimento nel lungo periodo delle tecnologie gas evolute, accompagnandole progressivamente verso l’utilizzo di vettori energetici decarbonizzati come biometano, idrogeno verde e miscele rinnovabili certificate.

L’associazione sottolinea inoltre l’importanza di incentivare l’utilizzo di caldaie di nuova generazione, sistemi ibridi e tecnologie “Hydrogen Ready”, considerate una delle possibili leve per ridurre consumi ed emissioni senza compromettere la sostenibilità economica degli interventi.

F-Gas e pompe di calore: servono chiarezza normativa e sicurezza

Tra i temi più delicati c’è anche il percorso europeo legato alla normativa F-Gas e ai sistemi ad espansione diretta.

ANGAISA evidenzia la necessità di una comunicazione più chiara e pragmatica sulle tempistiche e sulle modalità di superamento di alcune tecnologie, soprattutto in relazione all’utilizzo di refrigeranti naturali come il propano (R290).

Secondo l’associazione, queste soluzioni presentano aspetti complessi legati alla sicurezza, all’infiammabilità e alle modalità di installazione, in particolare nei contesti residenziali e condominiali.

Per questo motivo, viene richiesta la definizione di un quadro normativo stabile e coerente, indispensabile per evitare incertezze operative, installazioni non adeguate e un possibile aumento del contenzioso tecnico nel post-vendita.

Formazione e competenze: la vera sfida della transizione

Un altro nodo centrale riguarda la carenza di professionisti qualificati in grado di supportare installazione, manutenzione e assistenza tecnica delle nuove tecnologie.

Secondo ANGAISA, la riuscita della transizione energetica dipenderà anche dalla capacità di valorizzare la rete della distribuzione specializzata e degli installatori certificati, considerati presìdi territoriali fondamentali per garantire qualità, sicurezza e risultati concreti in termini di efficientamento energetico.

I punti vendita del settore idrotermosanitario sono infatti chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico nella formazione tecnica e nel supporto operativo alle imprese installatrici.

Incentivi e sostegno economico alle famiglie

Per accelerare gli interventi di riqualificazione energetica sarà inoltre necessario, secondo l’associazione, reintrodurre strumenti di sostegno economico efficaci come la cessione del credito e lo sconto in fattura.

ANGAISA propone però che tali misure siano accompagnate da sistemi rigorosi di controllo preventivo, tracciabilità e verifica tecnica degli interventi, così da garantire trasparenza e qualità delle opere realizzate.

“La possibilità di recuperare rapidamente parte dei costi è decisiva”, ha sottolineato ancora Maurizio Lo Re, evidenziando come le famiglie italiane debbano poter affrontare gli investimenti per l’efficientamento energetico con strumenti di supporto adeguati.

Un confronto già aperto con il Governo

Le posizioni espresse da ANGAISA sono già state condivise con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito di un confronto avviato con la Direzione Generale per la Politica Industriale, la Riconversione e la Crisi Industriale.

Al centro del dialogo ci sono gli impatti che la Direttiva EPBD potrebbe avere sulla filiera industriale e distributiva italiana, in una fase che viene considerata cruciale non solo per il settore edilizio, ma per l’intero sistema economico nazionale.

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