La Lombardia rafforza le misure a tutela della qualità dell'aria indoor introducendo un nuovo quadro normativo dedicato agli impianti aeraulici. Con l'inserimento dell'articolo 59-bis nella legge regionale 33/2009, i titolari degli impianti di climatizzazione, ventilazione e termoventilazione sono chiamati ad adottare specifiche misure per garantire la salubrità dell'aria trattata.

Le nuove disposizioni si applicano sia agli impianti di nuova installazione sia a quelli già in esercizio e pongono particolare attenzione alla prevenzione del rischio igienico-sanitario negli ambienti confinati.

Ispezioni periodiche e valutazione del rischio diventano obbligatorie

La principale novità introdotta dalla norma riguarda l'obbligo di effettuare ispezioni tecniche periodiche degli impianti aeraulici per verificarne le condizioni igieniche interne.

Accanto ai controlli, il titolare dell'impianto dovrà predisporre una valutazione del rischio igienico-sanitario, tenendo conto della tipologia di attività svolta, del livello di affollamento degli ambienti, delle caratteristiche dell'impianto e della normativa vigente. Sulla base di questa analisi dovranno essere programmati controlli, manutenzioni e interventi di bonifica, assicurandone la completa tracciabilità.

Un approccio basato sulla prevenzione

L'obiettivo della nuova disciplina è superare una gestione degli impianti limitata alla manutenzione ordinaria, introducendo un modello fondato sulla prevenzione e sulla valutazione del rischio.

Le attività ispettive consentono infatti di verificare lo stato igienico delle superfici interne delle reti di distribuzione dell'aria, individuare eventuali contaminazioni microbiologiche o accumuli di polveri e programmare gli interventi necessari prima che possano compromettere la qualità dell'aria negli ambienti serviti.

Quali impianti sono interessati

Le nuove disposizioni riguardano tutti gli impianti aeraulici che convogliano aria negli ambienti indoor, compresi gli impianti di condizionamento, ventilazione e termoventilazione presenti in edifici pubblici e privati.

La frequenza delle ispezioni non è stabilita in modo uniforme, ma deve essere definita sulla base della valutazione del rischio e delle caratteristiche dell'impianto, in coerenza con le disposizioni tecniche e le linee guida di riferimento.

Gestione documentata e controlli programmati

La norma introduce anche un principio di responsabilizzazione dei gestori degli impianti. Oltre a effettuare le verifiche tecniche, sarà necessario documentare le attività svolte e garantire la tracciabilità degli interventi di controllo, manutenzione e sanificazione.

Un approccio che punta a migliorare la sicurezza degli ambienti indoor, riducendo il rischio di contaminazioni e assicurando una gestione programmata degli impianti di trattamento aria, particolarmente rilevante in edifici ad alta frequentazione come uffici, scuole, strutture sanitarie, attività commerciali e complessi produttivi.

Un cambio di paradigma nella gestione degli impianti

Con l'introduzione dell'articolo 59-bis, la Lombardia è tra le prime regioni a disciplinare in modo organico la prevenzione del rischio igienico-sanitario legato agli impianti aeraulici.

Per proprietari, amministratori e gestori di immobili ciò significa adottare un approccio strutturato alla manutenzione, basato non solo sugli interventi correttivi, ma anche su ispezioni periodiche, analisi del rischio e pianificazione delle attività, con l'obiettivo di garantire ambienti più salubri e conformi alle nuove disposizioni regionali.

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