Il raffrescamento degli edifici scolastici entra nell'agenda del Ministero dell'Istruzione con uno stanziamento di 20 milioni di euro.

Il contributo è destinato alle istituzioni scolastiche per l'acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento, con l'obiettivo di migliorare il comfort termico di studenti e personale. L'annuncio è arrivato dal ministro Giuseppe Valditara all'inizio di settembre, in concomitanza con la ripresa delle attività scolastiche.

Per il comparto dell'installazione il provvedimento potrebbe tradursi in una nuova domanda di soluzioni per la climatizzazione, ma al momento c'è una questione fondamentale ancora aperta: che cosa sarà effettivamente possibile acquistare con i 20 milioni?

Apparecchi o impianti fissi? Il nodo da chiarire

Il comunicato ministeriale parla genericamente di “apparecchi e dispositivi per il raffrescamento”.

Non è ancora specificato se le risorse potranno essere utilizzate soltanto per apparecchi mobili oppure anche per sistemi fissi che richiedano lavori di installazione e modifiche agli impianti degli edifici. Non sono inoltre ancora noti i criteri di riparto, le spese ammissibili, le procedure e le tempistiche.

Per installatori e imprese HVAC la differenza è sostanziale.

L'acquisto di apparecchi mobili determina una filiera molto diversa rispetto alla realizzazione di impianti permanenti, che richiede sopralluogo, progettazione o dimensionamento, posa, collegamenti, verifiche, messa in servizio e successiva manutenzione.

Per capire quale sarà la ricaduta sul mercato professionale sarà quindi necessario attendere le regole attuative.

Il raffrescamento delle scuole non è una semplice questione di potenza frigorifera

Nel caso di installazioni permanenti, la progettazione del sistema di raffrescamento dovrà confrontarsi con caratteristiche molto diverse da quelle di un normale edificio residenziale.

Aule con elevata densità di occupazione, grandi apporti interni, esposizione solare, superfici vetrate, orari di utilizzo concentrati e caratteristiche dell'involucro incidono sul carico termico e sulla gestione dell'impianto.

La scelta della macchina non può quindi essere separata dalla valutazione dell'edificio.

Prima dell'installazione diventa importante verificare fabbisogno, distribuzione dell'aria, condizioni dell'involucro, ricambi d'aria e modalità di utilizzo degli ambienti.

Comfort termico e qualità dell'aria: attenzione alla ventilazione

Il raffrescamento non coincide necessariamente con la qualità dell'aria indoor.

In un ambiente scolastico, infatti, la gestione del comfort deve tenere conto anche dei ricambi d'aria e della concentrazione di inquinanti e CO₂ legata all'elevata presenza di persone.

Per questo, negli interventi più strutturati, la climatizzazione può essere valutata insieme a sistemi di ventilazione meccanica controllata, eventualmente con recupero di calore.

L'obiettivo è evitare che l'intervento venga limitato alla sola riduzione della temperatura, trascurando la qualità dell'ambiente interno.

Pompe di calore e VMC: possibile evoluzione degli interventi

Se il futuro piano per l'efficientamento energetico delle scuole avrà un'impostazione strutturale, il mercato potrebbe spostarsi verso sistemi integrati.

Una soluzione può essere rappresentata dall'integrazione tra pompe di calore, VMC, regolazione e controllo e produzione fotovoltaica, naturalmente in funzione delle caratteristiche dell'edificio e degli impianti esistenti.

Un'impostazione di questo tipo consente di affrontare contemporaneamente comfort estivo, consumi energetici e gestione dell'edificio.

Nel dibattito istituzionale era stata già avanzata una proposta che individuava proprio nella VMC con recupero di calore, abbinata a pompe di calore e fotovoltaico, una delle soluzioni da privilegiare negli interventi di raffrescamento delle scuole. Si trattava però di una proposta parlamentare distinta dallo stanziamento ministeriale oggi annunciato.

Per gli installatori il vero mercato dipenderà dai lavori ammessi

La cifra di 20 milioni può sembrare significativa, ma la sua ricaduta sulla filiera installativa dipenderà soprattutto da come verranno distribuite le risorse.

Se saranno finanziabili esclusivamente apparecchiature di semplice acquisto, il ruolo dell'installatore potrebbe essere limitato.

Se invece saranno ammessi impianti fissi, installazione, adeguamento degli impianti elettrici e interventi complementari, la misura potrebbe generare una domanda molto più articolata.

In quest'ultimo scenario potrebbero essere coinvolti installatori termoidraulici, imprese di climatizzazione, manutentori e professionisti della progettazione impiantistica.

Attenzione agli edifici scolastici esistenti

Un altro elemento da non sottovalutare riguarda l'età e le caratteristiche del patrimonio edilizio.

Molti edifici scolastici non sono stati progettati originariamente per ospitare sistemi moderni di climatizzazione. L'installazione di nuove macchine può quindi richiedere verifiche preventive relative a alimentazione elettrica, spazi tecnici, scarico della condensa, passaggi delle tubazioni, distribuzione dell'aria e compatibilità con gli impianti esistenti.

Nel caso di edifici storici o sottoposti a particolari vincoli, possono inoltre emergere ulteriori condizioni progettuali e autorizzative.

Il sopralluogo e la valutazione preliminare dell'edificio diventano quindi passaggi essenziali prima di definire la soluzione tecnica.

Manutenzione e gestione: il lavoro non finisce con l'installazione

L'eventuale diffusione di nuovi sistemi di climatizzazione nelle scuole comporterà anche una domanda di manutenzione e gestione degli impianti.

Per edifici utilizzati quotidianamente da numerosi utenti, continuità di funzionamento, efficienza energetica e corretta manutenzione assumono un'importanza particolare.

Il programma di raffrescamento potrebbe quindi generare un mercato non limitato alla fase iniziale di fornitura e installazione, ma esteso al ciclo di vita degli impianti.

Per gli operatori del settore, questo significa considerare fin dalla fase di offerta anche gli aspetti relativi a manutenzione, assistenza e gestione.

Dai 20 milioni al piano per l'efficientamento energetico

Il Ministero ha annunciato che il contributo per il raffrescamento sarà accompagnato da un progetto più ampio dedicato all'efficientamento energetico delle scuole.

Non sono ancora noti importo, edifici interessati, tecnologie finanziabili e modalità di attuazione.

È questo, probabilmente, il passaggio che il settore HVAC dovrà monitorare con maggiore attenzione.

Un programma pluriennale di riqualificazione potrebbe infatti generare una domanda molto più ampia rispetto alla misura emergenziale da 20 milioni, coinvolgendo sostituzione degli impianti, pompe di calore, ventilazione, regolazione, automazione e integrazione con fonti rinnovabili.

Una prima risposta al caldo, in attesa delle regole

Per ora, quindi, il dato certo è lo stanziamento di 20 milioni di euro. Tutto il resto — dalle tecnologie ammesse alle modalità di assegnazione — dovrà essere definito.

Per installatori e imprese del settore la notizia rappresenta comunque un segnale: il raffrescamento degli edifici scolastici sta entrando in una programmazione pubblica che potrebbe evolvere dalla semplice fornitura di apparecchi verso interventi più complessi di riqualificazione impiantistica.

La vera opportunità per la filiera arriverà se il successivo piano di efficientamento riuscirà a trasformare l'emergenza caldo in un programma strutturale, nel quale climatizzazione, ventilazione, efficienza energetica e gestione degli impianti vengano progettate come parti di un unico sistema.

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