Il comparto idrotermosanitario italiano si trova in una fase di progressiva contrazione, influenzata da un duplice fattore: l’aumento generalizzato dei listini e la riduzione della domanda. Secondo quanto evidenziato da ANGAISA, aderente a Confcommercio e Federcostruzioni, gli incrementi dei prezzi applicati dalle industrie produttrici, compresi mediamente tra il 5% e il 15%, stanno generando forte instabilità lungo tutta la filiera.
Le cause principali sono riconducibili al rialzo dei costi dell’energia e delle materie prime, in un contesto internazionale ancora segnato da tensioni geopolitiche che continuano a influenzare i mercati.
Impatto su famiglie e filiera distributiva
L’effetto combinato dei rincari sta producendo un rallentamento evidente degli acquisti, con molte famiglie che scelgono di rinviare interventi di ristrutturazione o riqualificazione degli impianti domestici. Questo fenomeno si riflette direttamente sul canale distributivo, che registra una diminuzione della fiducia sia da parte degli operatori professionali sia dei consumatori finali.
Il comparto edilizio, strettamente connesso all’idrotermosanitario, mostra segnali di indebolimento, confermando una fase di prudenza generalizzata negli investimenti legati al “bene casa”.
Incertezza normativa e attesa per le politiche energetiche
A pesare sul quadro generale è anche la mancanza di indicazioni operative chiare sull’attuazione della direttiva europea EPBD, conosciuta come “Case Green”, che potrebbe rappresentare un volano decisivo per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano.
L’assenza di un quadro normativo definito contribuisce ad aumentare l’incertezza degli operatori, rallentando la programmazione degli investimenti e riducendo la capacità del settore di pianificare interventi di medio-lungo periodo.
Il ruolo degli incentivi e il possibile cambio di scenario
In questo contesto, un segnale positivo arriva dalla prevista riapertura del portale del GSE per la presentazione delle richieste di incentivo legate al Conto Termico 3.0, considerato uno strumento strategico per sostenere gli interventi di efficientamento energetico nel settore impiantistico.
La disponibilità di incentivi strutturati viene indicata dagli operatori come una leva fondamentale per riattivare la domanda e sostenere il ciclo degli investimenti.
Le richieste del settore e la posizione di ANGAISA
Sul fronte istituzionale, il settore chiede interventi rapidi e strutturali per evitare una spirale inflattiva che rischierebbe di comprimere ulteriormente la propensione all’investimento delle famiglie.
Il Presidente di Maurizio Lo Re sottolinea la necessità di una chiara definizione del quadro attuativo della direttiva EPBD, insieme al rafforzamento e alla stabilizzazione degli incentivi per l’efficienza energetica. Tra le priorità indicate figurano anche misure fiscali e finanziarie in grado di rendere sostenibili gli interventi, oltre a strumenti che favoriscano l’accesso al credito, la certezza normativa e la semplificazione delle procedure.
Secondo il settore, solo un’azione coordinata tra istituzioni e filiera produttiva potrà accompagnare efficacemente il percorso di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, in linea con gli obiettivi europei e con le esigenze di un mercato in trasformazione.



