Il boom delle costruzioni lascia spazio a un mercato più selettivo
Il comparto delle costruzioni si avvia verso una fase di normalizzazione dopo gli anni di crescita eccezionale sostenuti dagli incentivi fiscali, dal PNRR e dalla ripresa del mercato immobiliare. È quanto emerge dal 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME, che analizza gli scenari del settore fino al 2029.
Se il 2026 si presenta ancora con dati positivi, il Centro studi individua i primi segnali di inversione del ciclo economico. Una prospettiva che interessa da vicino anche la filiera dell'impiantistica, chiamata a confrontarsi con un mercato destinato a cambiare profondamente rispetto agli ultimi anni.
Meno incentivi, più qualità degli interventi
L'esaurimento delle misure straordinarie per la riqualificazione edilizia rappresenta uno dei principali fattori di cambiamento.
Per installatori e imprese impiantistiche questo significa operare in un contesto nel quale la domanda sarà probabilmente meno sostenuta dagli incentivi generalizzati e sempre più orientata verso interventi ad alto valore aggiunto, capaci di migliorare l'efficienza energetica, il comfort e la gestione intelligente degli edifici.
La competitività passerà quindi non solo dalla capacità di realizzare gli impianti, ma anche dalla consulenza tecnica, dall'integrazione tra tecnologie e dalla qualità delle soluzioni proposte.
Opere pubbliche e PNRR restano un'opportunità
Secondo il CRESME, il comparto delle opere pubbliche continuerà a rappresentare uno dei principali motori del mercato nei prossimi anni, anche se restano aperti interrogativi sulla disponibilità effettiva delle risorse e sulla capacità di trasformare gli stanziamenti in cantieri.
Per il settore impiantistico, gli investimenti legati al PNRR e ai programmi infrastrutturali continueranno a offrire opportunità nei comparti dell'efficienza energetica, degli edifici pubblici, delle infrastrutture, degli impianti tecnologici e della digitalizzazione.
La sfida sarà rispettare tempi di realizzazione sempre più stringenti e gestire gli effetti dell'aumento dei costi dei materiali e dell'energia.
L'innovazione diventa il vero fattore competitivo
Uno dei messaggi più significativi del Rapporto riguarda la trasformazione strutturale del settore delle costruzioni.
Digitalizzazione, intelligenza artificiale, prefabbricazione off-site, nuovi materiali e crescente integrazione degli impianti stanno cambiando il modo di progettare, realizzare e gestire gli edifici.
Per gli installatori questo significa investire in competenze sempre più specialistiche, dalla building automation ai sistemi integrati per la gestione energetica, fino alle tecnologie connesse per edifici intelligenti.
L'evoluzione normativa e gli obiettivi di decarbonizzazione rendono infatti gli impianti uno degli elementi centrali della transizione energetica del patrimonio edilizio.
Il mercato premia competenze e specializzazione
Secondo il CRESME, il settore sarà sempre più caratterizzato da mercati territoriali differenziati e da una domanda meno uniforme rispetto agli anni del Superbonus.
In questo scenario, le imprese dell'impiantistica potranno trovare nuove opportunità puntando su specializzazione, innovazione tecnologica e servizi ad alto contenuto professionale.
La crescente diffusione delle pompe di calore, dei sistemi ibridi, del fotovoltaico con accumulo, della ventilazione meccanica controllata e delle soluzioni per il controllo intelligente degli edifici conferma come il valore degli impianti sia destinato ad aumentare anche in una fase di rallentamento del mercato edilizio.
Uno scenario complesso, ma con nuove opportunità
Il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME descrive un settore che si prepara a chiudere una stagione straordinaria per affrontarne una nuova, caratterizzata da minori incentivi ma da una crescente domanda di innovazione.
Per la filiera dell'impiantistica il cambio di scenario non coincide necessariamente con una riduzione delle opportunità. Al contrario, la transizione energetica, la digitalizzazione degli edifici e la riqualificazione del patrimonio immobiliare continueranno a richiedere impianti sempre più evoluti e installatori capaci di integrare competenze tecniche, efficienza energetica e tecnologie digitali.



