L’emergenza coronavirus ha fatto parlare molto, negli ultimi giorni, di igienizzazione e “sanificazione” degli impianti di climatizzazione, a volte con qualche imprecisione. Gli esperti concordano sul fatto che gli impianti di condizionamento e ventilazione non possano, di per sé, veicolare il virus, ma al massimo possono contribuire a trasportarlo se funzionano in presenza di individui infetti.

In ogni caso, è buona abitudine procedere a igienizzare correttamente gli apparecchi. A questo proposito, il coordinatore di MCE Lab Egisto Canducci suggerisce tre passaggi da seguire per operare in tutta sicurezza.

1) Innanzitutto va smontata la scocca del condizionatore (la parte frontale degli apparecchi conosciuti come split): si apre, si tolgono i filtri e si può procedere al lavaggio utilizzando detersivi neutri a cui si può aggiungere una parte di alcol etilico. Smontati i filtri e la scocca si potrà pulire e disinfettare anche la batteria di scambio, operazione che si può effettuare con diversi prodotti specifici facilmente reperibili in commercio.

2) I filtri si potranno pulire in acqua tiepida, semplicemente mettendoli sotto un rubinetto nel senso opposto all'aspirazione dell'aria.

3) Infine, viene vaporizzato il sanificante sulle lamelle a una distanza di circa 10 cm. Esistono in commercio prodotti specifici sanitizzanti antibatterici e germicidi per filtri di condizionatori; a fine operazione, e una volta ben asciugati, possiamo rimontare tutti i pezzi, prestando attenzione alle parti più delicate.

I prodotti di sanificazione possono essere usati anche nei sistemi di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata). Questi sono sistemi ancora poco diffusi nelle abitazioni ma che possiamo trovare in spazi adibiti a ufficio; è importante immettere il prodotto sanificante nelle canalizzazioni, direttamente nella linea di immissione di aria all'interno dell'edificio. Esistono poi sistemi di sanificazione a ozono, che richiedono che la sanificazione venga effettuata da personale specializzato.

 

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