Diverse le misure previste per aggirare il caro energia, dalla riduzione delle accise sui carburanti alla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche

È stato pubblicato ieri, 22 marzo, in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, approvato venerdì scorso in Consiglio dei ministri.

Noto anche come Dl energia o Ucraina-bis è stato varato con l'obiettivo di contenere gli effetti economici e umanitari della guerra in Ucraina. Tra le misure principali previste dai 37 articoli che compongono il decreto vi sono: la riduzione delle accise sui carburanti, una estensione della platea di famiglie beneficiare del bonus sociale, un sistema di rateizzazioni per famiglie e imprese e la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche.

Riduzione delle accise

Agli articoli 1 e 2, per quanto riguarda le aliquote delle accise sulla benzina e il gasolio impiegati come carburante per autotrazione, il decreto prevede una rimodulazione verso il basso per 30 giorni a partire dall'entrata in vigore. La rideterminazione dovrebbe consentire una rimodulazione a ribasso del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro.

A proposito dei carburanti, il decreto legge stabilisce anche la defiscalizzazione dei buoni carburante ceduti a titolo gratuito dalle aziende ai propri dipendenti. Per l'anno 2022, l'importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti per l'acquisto di carburanti, nel limite di 200 euro per lavoratore non concorre alla formazione del reddito.

Per le imprese non basta. A rischio la tenuta del sistema

La misura non soddisfa a pieno le imprese che devono fare i conti anche con il caro materiali. "Su quest’ultimo aspetto, esprimiamo la nostra contrarietà per le soluzioni messe in campo nel decreto approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri, vale a dire la possibilità per il Ministero di anticipare, per interventi urgenti, fino al 50% del fondo per l'adeguamento dei prezzi" ha spiegato in una nota diffusa a mezzo stampa ieri Angelo Carlini, Presidente ASSISTAL “sono ancora in attesa di ricevere i rimborsi Iva dell’ultimo trimestre del 2021, si tratta di un ritardo ingiustificato soprattutto in un contesto generale così complicato per tutto il settore produttivo. In un momento di grande crisi, ci saremmo aspettati un’accelerazione proprio per sostenere le imprese e non l’ennesimo ritardo che va a gravare su una situazione finanziaria già precaria a causa del caro energia e il caro materiali.

Secondo ASSISTAL le misure, così concepite, andranno a riguardare solo quelle voci incluse finora nel paniere del MIMS, escludendo moltissimi materiali di uso comune nel settore delle costruzioni. "Continuiamo a ripeterlo, il problema è la metodologia, parziale e inadeguata per un problema di tale entità e ribadiamo l’urgenza di una misura straordinaria che sia subito a disposizione delle imprese. Le misure annunciate hanno lo stesso comun denominatore di quelle adottate finora: non risolvono il problema e non servono a sostenere le imprese, molte delle quali non possono accedere alle compensazioni.” - conclude il presidente Carlini.

 

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