Cresce la diffusione delle pompe di calore. Il 32,6% delle famiglie ha un unico sistema per il riscaldamento e la climatizzazione

Il 48,8% delle famiglie italiane dispone di un sistema di condizionamento e il 28,5% di loro lo accende tutti i giorni. A dirlo è l'Istat che oggi, 21 giugno, ha diffuso i risultati sull'indagine relativa ai consumi energetici delle famiglie italiane. In particolare l'indagine rileva le caratteristiche dell'abitazione, le dotazioni di impianti energetici a disposizione delle famiglie, consumi e spese per biomasse, illuminazione, elettrodomestici e spese per fonti energetiche utilizzate (energia elettrica, metano, gpl, etc.).

Quasi il 30% accende il condizionatore tutti i giorni

L’8,4% delle famiglie è dotato di più tipi di condizionamento, tra impianti, apparecchi singoli solo freddo e apparecchi singoli caldo/freddo. Il 28,5% delle famiglie dotate di condizionamento accende il sistema unico o indicato come prevalente tutti i giorni o quasi (nei mesi caldi), il 35,3% qualche giorno a settimana; un quarto delle famiglie (24,1%) lo utilizza solo occasionalmente o non lo utilizza mai.

Sono le famiglie che abitano nei comuni più piccoli (fino a 50mila abitanti) non di montagna ad accendere il condizionamento con maggiore frequenza (il 31% lo usa tutti i giorni o quasi), mentre nelle famiglie dei piccoli comuni di montagna il 24% delle famiglie lo accende tutti i giorni.

Sulla frequenza di accensione sembrano influire anche alcune caratteristiche della famiglia, quali la numerosità e l’età dei componenti. L’utilizzo quotidiano aumenta al crescere del numero dei componenti, dalle famiglie con un solo componente (25,5%) alle famiglie con cinque componenti o più (31,8%). Se in famiglia c’è almeno un bambino fino a sei anni l’utilizzo quotidiano è più alto della media (33,5%); nelle famiglie monocomponente con un anziano (65 anni e più) raggiunge il 27,8% e tocca il minimo (23,6%) quando l’unico componente della famiglia ha meno di 65 anni.

Cresce la diffusione delle pompe di calore

Se gli impianti o apparecchi singoli (fissi o portatili) per il riscaldamento dell’abitazione restano ancora i sistemi più diffusi con una percentuale che supera il 98%, grazie alla crescente diffusione delle pompe di calore, il 32,6% delle famiglie ha un unico sistema per il riscaldamento e la climatizzazione, con impianti o apparecchi singoli in grado di produrre sia aria calda che fredda. l sistema di condizionamento più diffuso è rappresentato dagli apparecchi singoli di tipo caldo/freddo fissi o portatili (31%). Il 14,3% delle famiglie ha in dotazione apparecchi singoli in grado di produrre solo freddo (fissi o portatili) e l'11,5% sistemi di condizionamento che servono più stanze dell'abitazione (impianti autonomi e centralizzati), come le pompe di calore multisplit.

Meno del 2% le fonti energetiche rinnovabili

La composizione per fonte energetica dei sistemi (unici o prevalenti) è abbastanza simile per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda, data la coincidenza degli impianti per la maggioranza delle famiglie; tuttavia si riscontrano alcune differenze legate alle specificità di alcuni sistemi.

Il metano è la fonte di alimentazione più diffusa, sia per il riscaldamento (68%) che per la produzione di acqua calda (69,2%).

Rispetto al 2013 si registra un leggero calo generale delle fonti di alimentazione tradizionali e non rinnovabili (metano, gasolio, GPL) a vantaggio dell’energia elettrica e delle biomasse. I sistemi alimentati a energia elettrica rappresentano l’8,5% dei sistemi di riscaldamento e il 16% per la produzione di acqua calda. Le biomasse alimentano il 15% dei sistemi di riscaldamento e il 5,5% dei sistemi di produzione di acqua calda; GPL e gasolio assumono un ruolo marginale. L’energia solare ha un ruolo emergente nella produzione di acqua calda, ma ancora residuale (1,4%).

Il metano è la fonte di alimentazione più utilizzata negli impianti (centralizzati o autonomi) di riscaldamento (81,9%), mentre si ricorre prevalentemente alle biomasse per gli apparecchi singoli fissi come camini e stufe (64,4%); gli apparecchi portatili per il riscaldamento si distribuiscono equamente tra dispositivi a GPL e a energia elettrica (48,9% e 47,7%). Tra gli apparecchi singoli per l’acqua calda dominano quelli alimentati a energia elettrica (62,9%), come gli scaldabagni.

 

 

 

 

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